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Lasciare un segno
A cura di
Luigi Maria Sicca
Disegni
Maurizio Valenzi
Testi
Luigi Maria Sicca,
Carla Viparelli,
Lucia Valenzi.
Concept grafico
Luigi Maria Sicca,
Carla Viparelli
2011,
f.to 21X29
24 pagine + copertina
[9788897083337]
€ 20,00
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I segni che ciascuno di noi lascia, come quelli in cui ci imbattiamo nella vita
quotidiana, sono “artefatti”. Parlano un po’ di noi e dei nostri linguaggi interiori. Chi
si occupa di studi organizzativi conosce l’importanza degli artefatti come strumenti di
diagnosi e comprensione del mondo. Per comprendere sia le dimensioni strutturali
dell’agire, quelle che interessano i meccanismi formali di funzionamento di una
sistema; sia le dinamiche relazionali. Quelle soft, nello spazio di libertà che ciascuno
ha ed esprime, al di là delle prescrizioni pròprie delle nostre organizzazioni.
Lasciare un segno in punta di matita è – nella prospettiva artefattuale - un modo
di “generare oggetti” (e rappresentazioni mentali) all’interno delle organizzazioni che
abitiamo tutti i giorni. E che vivranno - poi - a prescindere da noi. Sia che si tratti di
oggetti intenzionali, sia che si tratti di oggetti casuali. Oggetti (e rappresentazioni)
che oggi possiamo percepire in questa piccola pubblicazione. Oggetti che assumono
una vita pròpria. Perché sono in relazione con chi di noi se ne approprierà, attraverso
l’uso articolato dei sensi.
Lasciare un segno è dunque un atto creativo, un processo di generazione: che
sempre interessa non solo il gesto artistico, come è banalmente ovvio che sia. Ma
anche l’azione socio-organizzativa, come quella della Politica, amministrativa e di
intervento nella quotidianità delle piccole cose. Nel nostro cosìddetto sociale. Per
trascendere e andare al di là (e aldilà) le specificità di un momento in cui quel segno
è tracciato e lasciato. |
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